Come fare soldi facili e in poco tempo grazie ai prodotti digitali creati con l’AI?
La risposta la conosciamo tutti, eppure passano gli anni, cambiano le tecnologie, ma i fuffaguru che promettono guadagni facili e veloci esistono ancora.
Se fino a qualche anno fa il “miglior business” era l’investimento in criptovalute e NFT, oggi l’Intelligenza Artificiale si presenta per molti una soluzione definitiva per creare “prodotti digitali” per poi venderli attraverso il self publishing di Amazon.
Ovviamente il problema non è l’AI in sé, ma l’idea che non servano più tempo, conoscenze ed esperienza per fare un buon lavoro.
Self publishing e intelligenza artificiale: quando la scorciatoia diventa il prodotto
Il self publishing è uno strumento Amazon che esiste da anni e che ha “democratizzato” l’accesso alla pubblicazione dei contenuti anche a chi non è uno scrittore professionista con una casa editrice alle spalle.
Il vero pericolo è il racconto che accompagna questo strumento: la promessa di un business facile e senza la necessità di avere una reale competenza di ciò che si deve pubblicare.
Sempre più video, reel e post social suggeriscono di generare un testo con l’AI, impaginarlo con strumenti tipo Canva e pubblicarlo sulla piattaforma. In questo scenario il contenuto passa in secondo piano lasciando la centralità alla produzione di massa di prodotti digitali.
La perdita di credibilità dei contenuti e dei professionisti
Quando la pubblicazione di un libro diventa un’operazione che richiede poche ore, il confine tra competenza e improvvisazione si assottiglia perché testi scritti da professionisti e contenuti generati automaticamente vengono messi sullo stesso piano, producendo un inevitabile effetto a catena:
- La credibilità dei professionisti si indebolisce (e di conseguenza anche la fiducia di chi legge).
- Quando tutto sembra uguale, diventa difficile distinguere ciò che ha davvero valore da un contenuto creato solo per vendere
Saturazione delle piattaforme
Come molte piattaforme digitali e social network, anche Amazon oggi è sempre più saturo di contenuti creati in serie, spesso senza un reale valore informativo o creativo, con guide superficiali che ripetono le stesse informazioni, fiabe per bambini con lo stesso stile e racconti senza personalità.
Ma se davvero basta un computer e una connessione per accedere alle piattaforme di AI, perché qualcuno dovrebbe comprare il mio libro o la mia guida?
E se è davvero così semplice creare un contenuto, perché dovrei acquistare un corso?
AI come strumento, non come sostituto del pensiero
Lo abbiamo ripetuto spesso nei nostri corsi, negli articoli precedenti e nel nostro podcast: l’Intelligenza Artificiale non è una reale minaccia finchè non diventa un sostituto del nostro pensiero.
L’AI può e deve essere uno strumento di supporto, in grado di velocizzare alcune fasi del lavoro e permetterci di poter avere un punto di vista differente.
In un mercato saturo di prodotti digitali creati con l’AI, ciò che fa davvero la differenza non è la tecnologia utilizzata, ma l’intenzione che guida un progetto.
Alla fine, la vera domanda non è come pubblicare, ma perché qualcuno dovrebbe fidarsi di ciò che leggiamo, ascoltiamo o compriamo.
Negli ultimi due anni ho collaborato alla realizzazione di alcune guide auto-pubblicate su Amazon. Non sono stati affatto prodotti “veloci”: la loro produzione ha richiesto mesi di lavoro, ricerca, confronto e sperimentazione.
Ogni capitolo è nato da studi, punti di vista ed esperienze reali ed è questo ciò che manca nel racconto del “guadagno facile”: il tempo, la cura e l’intenzione che stanno dietro a ciò che ha davvero valore.
L’intelligenza artificiale può supportare questo processo, ma non può sostituirlo. Non può creare fiducia al posto nostro. Non può assumersi la responsabilità di ciò che viene detto.
Ascolta MarkeThink il podcast in cui approfondiamo temi come questo e riflettiamo su AI, marketing e cultura digitale, senza scorciatoie.
