Digital Marketing

L’Influencer Marketing B2C e l’Ascesa degli employee advocacy nel B2B

Siamo tutti d’accordo ad affermare che l’influencer marketing ha ormai raggiunto il suo apice nel mercato B2C.
Influencer di ogni settore, con milioni di follower negli ultimi anni hanno dominato le principali campagne pubblicitarie sui social, ma anche le decisioni di acquisto di molti consumatori.

Oggi, soprattutto dopo il Pandoro-Gate, usare il termine “influencer” è diventato desueto, questa professione infatti si è trasformata (grazie al boom di TikTok) in “content creator”.

Con questo termine infatti, si indicano coloro che producono contenuti (prevalentemente video) con lo scopo di intrattenere e, in collaborazione con i brand, produrre contenuti promozionali creati seguendo il ToV e lo storytelling del creator stesso.

Mentre il marketing del B2C sta vivendo questo cambiamento, nel B2B sembrerebbe emergere sempre di più la figura dell’employee advocacy, i nuovi “influencer” nel settore dell’industria.

 

Employee Advocacy: Il Nuovo Influencer del Mercato B2B

Anche se il mercato B2B viaggia a ritmi più lenti rispetto al B2C, il marketing del settore è comunque in continua evoluzione.

Per employee advocacy si intendono i dipendenti di un’azienda che pubblicando sui profili social personali post e contenuti di valore in merito al proprio lavoro o settore di riferimento, riescono ad essere percepiti come esperti del settore.

La condivisione di questi contenuti aggiunge inevitabilmente valore all’azienda, incrementando elementi chiave come:

  • Autenticità
  • Fiducia
  • Relazioni durature
  • Target più pertinente

Questo accade principalmente per due motivi:

  1. Numero di follower: generalmente i dipendenti hanno un numero di follower maggiore rispetto alla pagina aziendale, una rete di conoscenze dirette o indirette, creati da legami più “forti” rispetto a quelli di una pagina aziendale.
  2. Le aziende sono fatte da persone: La credibilità di un evento o di una news ha più valore se condivisa da una persona piuttosto che dall’azienda stessa. Le persone tendono a fidarsi di altre persone, rendendo il messaggio più autentico e influente.

Il digital marketing nel B2B deve essere di supporto alle aziende, intercettando i nuovi trend e studiando comunicazioni alternative più efficaci in base alle risposte del target rispetto a un piano di comunicazione. Questo approccio dinamico consente alle aziende di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di migliorare continuamente le proprie strategie di engagement.

L’employee advocacy emerge come un “mezzo di comunicazione” differente, personale ed efficace, su cui un’azienda può e dovrebbe investire. I dipendenti più attivi e carismatici, con la loro autenticità e credibilità, possono amplificare il messaggio aziendale in modo unico, creando un legame più forte e diretto con il pubblico.

 

Conclusione

Spesso i mercati B2B e B2C vengono trattati e studiati come se fossero completamente separati e distinti, anche se, come abbiamo visto, questi due settori operano a ritmi diversi e si influenzano reciprocamente in vari modi: pensiamo ad esempio ai social media, all’email marketing, ai podcast e all’intelligenza artificiale…

Le aziende che riescono a intercettare e adattarsi a questi cambiamenti sono quelle che riescono a mantenere un vantaggio competitivo e in questo momento l’employee advocacy rappresenta un trend vincente nel digital marketing.